DA BRERA A PALAZZO CITTERIO: LE COLLEZIONI

6.500 metri quadrati per raccontare l’arte del primo Novecento e il collezionismo milanese

Fiumana, di Pellizza da Volpedo. La marcia solenne e inarrestabile dei lavoratori nella versione realizzata tra il 1895 ed il 1896 aprirà la strada alle opere donate da Emilio e Maria Jesi e giunte a Brera dal 1977: Medardo Rosso e Boccioni, Severini, tre serie tra le più emozionanti esistenti al mondo di Morandi, Carrà, De Pisis. E poi ancora Sironi, Marino Marini, Picasso e Arturo Martini. In tutto 66 pezzi di una raccolta emblematica del collezionismo espresso dalla coltissima borghesia milanese del secolo passato. Finalmente potranno essere esposti con l’agio che ciascuno di essi merita. Fu pensando a collezioni come questa che palazzo Citterio venne acquisito.
Nel 2001 giunse quella Vitali che, rispondendo agli interessi amplissimi del collezionista, accosta oggetti tardoantichi a dipinti dei Macchiaioli, Modigliani a sculture cicladiche, mosaici medievali.
Insieme a questo nucleo saranno esposti gli acquisti che, dopo l’arrivo della donazione Jesi, hanno arricchito le testimonianze di arte del Novecento. Due esempi tra tutti: l’Ofelia in gesso di Arturo Martini ed il gruppo di 148 autoritratti in miniatura commissionati da Cesare Zavattini.
A palazzo Citterio troveranno poi spazio adeguato e possibilità di esposizione a rotazione i fondi grafici e fotografici, mentre il giardino si popolerà di sculture: la Grande Muraglia di Pietro Consagra, in attesa di trovare lì collocazione definitiva, è già stata donata a Brera.

 

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Caserme Magenta e Carroccio

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