I TETTI DI BRERA: PROTETTORI
DI UNA STORIA CENTENARIA

Un manto di tegole e coppi custodisce

un ricco patrimonio culturale

Il primo passo verso la Grande Brera prende avvio proprio dal palazzo di Brera, e precisamente dai suoi tetti. Ancora oggi il complesso ospita il sistema culturale integrato immaginato per Milano da Maria Teresa d’Austria (1717-1780): l’Accademia di belle arti, la Pinacoteca, la Biblioteca Nazionale Braidense, l’Osservatorio astronomico, il Museo Astronomico, l’Orto Botanico e l’Istituto Lombardo di Scienze Lettere e Arti.

La storia dell’insieme e delle sue trasformazioni è complessa, ma se la si guarda dal punto di vista delle coperture da restaurare il momento cruciale fu l’estate del 1943. Nel corso dei furiosi bombardamenti che sventrarono il centro di Milano molte parti dei tetti, anche di quelle più antiche, ad esempio quelle della chiesa, furono distrutte.

L’antica e maestosa costruzione, che era stata un tempo il convento degli Umiliati e dei Gesuiti, rimase irrimediabilmente lesionata. Terminata la guerra, la ricostruzione del palazzo, per la parte che riguardava la Pinacoteca, fu affidata direttamente alla Sovrintendenza alle Gallerie. I lavori ebbero inizio nell’ottobre del 1946 col principio di “mantenere l’aspetto storico delle sale della Pinacoteca pur introducendo tutti i miglioramenti suggeriti dalla moderna tecnica dei musei.” I tetti furono i primi ad essere ricostruiti.
Successivamente su di essi sono state effettuate solo manutenzioni o restauri parziali.

E’ su questa situazione che intervengono i lavori attuali.

 

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Caserme Magenta e Carroccio

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