16 settembre 2013

Un cancello aperto sul futuro

Se si vuole gettare il cuore oltre gli ostacoli, toccare con mano (e gustare con gli occhi) le potenzialità di “Brera futura”, basta passeggiare in via fratelli Gabba e lasciare scorrere lo sguardo sul nuovo ingresso dell’Orto Botanico.
E’ un cancello disegnato da Ruggero Moncada di Paternò e realizzato da Filippo Orsi Mangelli Alverà in ricordo della madre, fortemente voluto dagli Amici di Brera e dal loro presidente, Aldo Bassetti, in accordo con l’Università degli Studi di Milano, dalla quale dipende l’Orto botanico. Pulito ed essenziale nella forma, accogliente come un abbraccio offre la visione non solo delle piante eredi di quelle del ‘giardino dei semplici’ gesuitico e degli esemplari coltivati per gli studenti di medicina e farmacia nella Milano illuminista; delle vasche e delle serre che si chiamano, impropriamente, ‘di Piermarini’ ma anche di una parte del palazzo di Brera inedita per i più. Quella con le torri della specola, con il fianco della chiesa.
E’ un inaspettato atollo verde nel cuore della città. Ma è anche il più affascinante tra i possibili collegamenti tra palazzo Citterio e Brera, tra il cuore storico del Regio Palazzo delle Scienze e delle Arti voluto da Maria Teresa d’Austria e la sua gemmazione del terzo millennio, come si era ben accorto James Stirling.
Per questo si stanno saggiando le disponibilità delle istituzioni coinvolte e le possibili soluzioni tecniche per fare un unico organismo pulsante di due strutture solo apparentemente separate ma unite da due percorsi verdi, l’Orto botanico e il giardino di palazzo Citterio.
Lavori realizzabili già con i finanziamenti stanziati e con quelli in itinere per i lavori del lotto 2 di palazzo Citterio, questi ultimi dovuti all’attenzione e sensibilità nei confronti di Milano e di Brera del Ministro Massimo Bray.
Il cancello servirà come un pungolo costante a non dimenticare questa visione.

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Caserme Magenta e Carroccio

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