16 dicembre 2013

La strategia alla base della scelta: pragmatismo e buon governo

Progettare, etimologicamente, significa “gettare avanti”. Porre le basi, ragionate, per azioni future.
Paradossalmente sono stati proprio i vincoli imposti dai finanziamenti CIPE 2012 (tetto di spesa, tempi, cantierabilità) a qualificare in positivo le scelte ed è stata la possibilità di risultati concreti in tempi ragionevolmente brevi con l’attuale normativa a riportare in evidenza la “questione Citterio”.
Sul palazzo, che non era fatto rientrare nel progetto complessivo di Mario Bellini, è stata orientata la parte più cospicua dei fondi a disposizione, così da mettere finalmente mano con organicità e fino in fondo a rifunzionalizzazione e restauro dell’insieme, mediante un appalto integrato che prevede non solo la progettazione definitiva dell’intero complesso (lotto 1 e lotto 2), ma anche l’esecuzione dei lavori del lotto 1.
In tale modo si viene incontro alle più urgenti necessità di ampliamento della Pinacoteca di Brera, che verrebbe dotata di spazi dedicati per esposizioni temporanee (attualmente assenti), per servizi indispensabili e per l’esposizione permanente delle collezioni del Novecento e dei fondi grafici e fotografici.
E’ il compimento, attualizzato, dell’idea del soprintendente Franco Russoli, ancora forte, fondata, perché in grado di garantire lo sviluppo di funzioni fondamentali per il museo e l’altrettanto vitale e primigenia presenza dell’Accademia di Belle Arti nel palazzo di Brera.
Avendo sempre ben ferma la visione generale tracciata dall’Accordo interministeriale del 19 luglio 2010 è stata scelta necessaria quella di mettere in sicurezza il palazzo di Brera con una organica revisione delle coperture (essenziale per una conservazione di contenitore e contenuto) che mancava da anni. Soprattutto però, in vista dello sviluppo futuro, risultava cruciale raccogliere le informazioni propedeutiche indispensabili all’avvio delle fasi progettuali vere e proprie riguardanti la sede aggiuntiva dell’Accademia di Belle Arti di Brera.
Sono state scelte non clamorose, dettate da un ragionato pragmatismo, che hanno consentito di ottenere risultati concreti e funzionali ad avviare un percorso al quale Milano guarda da decenni. Non solo come occasione di crescita complessiva e armonica di tutte le istituzioni ospitate nel palazzo di Brera, che, lo ricordiamo, sono tante e diverse (Accademia di Belle Arti, Pinacoteca; Biblioteca Braidense, Osservatorio astronomico; Istituto Lombardo di Scienze, Lettere ed Arti; Orto Botanico), ma come opportunità irrinunciabile per la città.

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Caserme Magenta e Carroccio

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