1 dicembre 2012

1972-2012: quarant’anni di antefatti

La storia della “Grande Brera”, sorta di fata Morgana tra i musei italiani, non può essere separata da quella del settecentesco palazzo Citterio (via Brera 12-14). E questo, dal momento del suo acquisto da parte dello Stato nel 1972, ha sofferto di quello che potremmo chiamare “accanimento progettuale”.
E’ una vicenda complessa, fatta di incertezze, opposizioni, cause legali, imprevisti tecnici, al cui interno tuttavia si individuano grandi tappe, alcune delle quali corrispondono a momenti progettuali “forti” che hanno risposto ad altrettante idee circa il possibile ruolo del palazzo.

1972-1986 Il soprintendente Russoli lo sognò subito come indispensabile aggiunta per fare di Brera un museo moderno, dotato di servizi adeguati, con spazi per le collezioni del Novecento contando sulle donazioni dei collezionisti milanesi Jesi, Vitali, Jucker e Mattioli (di tutte queste, solo le prime due sono state acquisite alla Pinacoteca). Gli architetti Ortelli, Sianesi e Sambonet misero mano a un primo progetto (Brera 1) mai realizzato e divenuto poi, a partire dal 1975, Brera 2. Dopo la morte di Russoli il successore, Carlo Bertelli, portò avanti l’idea che Palazzo Citterio dovesse diventare la sezione moderna e contemporanea della Pinacoteca di Brera, tanto che nel 1984 nel palazzo non terminato si terrà una straordinaria mostra monografica di Burri (1984). I lavori non si conclusero.

1989-2001 Il successivo progetto Stirling & Wilford (dopo la morte di Stirling, 1992, elaborarono il progetto strutturale gli studi Ove Arup di Londra e Sajni e Zambetti), commissionato dall’Associazione “Amici di Brera” e finanziato dalla Fondazione San Paolo di Torino grazie a una convenzione con il Ministro per i beni culturali e ambientali Antonino Gullotti, fu anch’esso realizzato solo in parte. Si muoveva però su di un orizzonte diverso, con un respiro urbano. Modificando di poco le funzioni da traslocare a Citterio, spostava il baricentro/asse di collegamento del nuovo complesso da via Brera al giardino di palazzo Citterio, idealmente collegato attraverso l’Orto Botanico e via fratelli Gabba alla Pinacoteca e alla città.

2005-2009 Una soluzione ancora differente si profila all’interno di un progetto, “Brera in Brera”, che destinava Palazzo Citterio all’Accademia di Belle Arti, la quale, in cambio, avrebbe ceduto alla Pinacoteca parte degli spazi attualmente occupati. In altre parole la “Grande Brera” era identificata nell’intero palazzo gesuitico, con le sue molteplici funzioni. Da qui scaturì il progetto della soprintendente Mia Fiorio e dell’architetto Belgioioso, che fu fondamento della gara europea di progettazione indetta dalla Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia con fondi Mibac (Direttore Regionale, Carla Di Francesco; RUP, arch. Alessandra Marino, poi RUP arch. Alberto Artioli). Quest’ultima, vinta dallo Studio di Mario Bellini nel 2009 è oggi in via di conclusione a livello di progettazione definitiva. Non prende però in considerazione Citterio, di cui è agli atti una progettazione preliminare per la destinazione d’uso all’Accademia dell’arch. Guido Licciardi.

2010 Non più manciate di anni ma una data precisa: il 19 luglio 2010, una nuova partenza, che introduce una ennesima variante. Quel giorno è firmato il protocollo d’intesa fra Ministro per i beni e le attività culturali, il Ministro della Difesa, il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, il Sindaco di Milano. Con quest’atto (tuttora valido) il Ministero della Difesa concedeva all’Accademia di Belle arti di Brera le caserme Magenta e Carroccio in via Mascheroni a Milano per realizzarvi un Campus didattico adeguato alle esigenze ed al rango dell’istituto. In cambio, alla conclusione della progettazione e dei lavori per il nuovo Campus di via Mascheroni, l’Accademia avrebbe ceduto alla Pinacoteca spazi al piano terreno del palazzo di Brera.
Questi i termini dell’accordo 2010.
Nel frattempo, alla fine del 2009, Mario Resca, Direttore generale della neonata Direzione per la Valorizzazione del Mibac, era stato nominato Commissario per la “grande Brera”. Nel periodo del commissariamento (2009-2012) non vengono reperiti i finanziamenti necessari all’avvio dei complessi lavori.

2012 Il primo, cospicuo finanziamento, è dovuto all’impegno dell’allora Ministro per i Beni e le Attività Culturali, prof. Lorenzo Ornaghi: con la delibera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) -Fondo per lo sviluppo e la coesione n. 38 del 23 marzo 2012 (“Gazzetta Ufficiale” n.138 del 15.06.2012) all’interno di uno stanziamento “a favore di interventi prioritari nel settore dei beni e delle attività culturali – sedi museali di rilievo nazionale” 23 milioni di euro sono destinati allo start up per la realizzazione del cosiddetto “progetto Grande Brera” così come delineato dal protocollo del 2010. Si tratta di poco più di un quinto dei costi di realizzazione, stimati con larga massima in 108 milioni di euro.
La stessa delibera, pena il definanziamento, prevedeva la pubblicazione dei bandi di gara entro la fine dell’anno in corso per opere immediatamente cantierabili.
E’ quanto annunciato nella conferenza stampa dell’11 dicembre 2012 con la pubblicazione dei bandi di gara ed effettivamente realizzato nell’anno da allora trascorso.

MAPPA DEL SITO

Caserme Magenta e Carroccio

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